De Carreras (60 articulo/s)

Septiembre 2009 - Il Deserto Bianco

Una carrera extrema en el desierto blanco de Egipto. Una aventura de 250 kilómetros a pié

Por: Carlos Ultrarun

SAHARA RACE 2009 – Il deserto bianco La parola autosufficienza, quando si parla di gare è sempre sinonimo di difficoltà, e l’ultima edizione del Sahara Race è proprio così, molto dura. Racing The Planet è un’ organizzazione americana che da ormai 5 anni, ci propone 4 gare anuali de 250 kilometri in autosufficienza alimentare nei deserti più duri e belli al mondo. L’ultima è stata in Egitto, cinquecento km al sud de Il Cairo, nel cuore de “El Guedida” il deserto bianco, un posto magico quando si parla di deserti. La gara, come tutte le altre tre organizzate da Racing The Planet, è di 250 chilometri in 6 tappe, e prevede percorsi estremamente suggestivi. Il primo giorno, dopo le verifiche tecniche in cui si controlla che tutti i corridori abbiano nello zaino il materiale obbligatorio, un pullman ci porta da Il Cairo fino al primo campo dove inizierà la nostra vita da nomadi: dormiremo per terra, mangeremo quello che si porta in spalla. Questo costituisce un meraviglioso sistema per dar valore alle nostre comodità domestiche. La partenza della prima tappa è di mattina presto e il meglio inizia in quel preciso momento, quando i nostri piedi iniziano a calpestare la sabbia pulita e i nostri occhi iniziano a godersi il paesaggio. Essendo il primo giorno il corpo non è abituato alle dure condizioni desertiche e i 35 chilometri si fanno sentire, nonostante la bellezza del posto. Il campo 2 è un sogno in mezzo alle strane forme del deserto bianco, sculture naturali di pietra calcarea erose dall’acqua e dal vento. Nella tappa due si inizia a correre sul serio, e poco dopo la partenza, la sabbia ci acompagnerà per il resto della gara. Quarantadue chilometri sotto il sole senza mai un’ombra, mettono alla prova il nostro allenamento. Appaiono le dune, ma anche se sono belle, rendono molto più dura la giornata. Per non scontentare nessuno, nella tappa tre, c’è anche un’oasi, con le sue palme i suoi cammelli, e tanta acqua per lavarsi, che in mezzo al deserto è un vero lusso. Nella quarta tappa saliamo su un plateau, un altopiano di circa 200 m. di altezza che seguiremo fino al campo 4. La preparazione mentale in questa fase è fondamentale perchè il percorso cambia poco ed è un lungo “direttone”. Il giorno successivo arriva finalmente il così detto “tappone”, una tappa di 90 chilometri in cui sfruttiamo le nostre energie rimaste e dove, tranne i primi, bisogna correre di notte, cosa che non a tutti piace, ma a mi personalmente mi fa impazzire. E proprio qui, nella tappa lunga, dove Paolo Barghini, un simpaticissimo Toscano a vinto la gara. Gli altri giorni andava lo stesso tra i primi, ma nelle gare veramente lunghe e a tappe, il tappone e la chiave, e chiaramente Paolo a capito come profitare. Sulle lunghe piste di terra battuta, dove si poteva correre bene, lui a dimostrato il suo alto livello atletico dando al secondo classificato più di 1 ora e mezza. Le altre Italiane, ugualmente bene, sono arrivate: 22esimo Rafaele Bratoli, il 25esimo Umberto Pizzochero e 58º Renzo Moltrasio, vincendo Rafaele e Renzo il primo posto nelle sue categorie. La gara che se ripete tutti gli anni a fatto questo, la sua quinta edizione, e l’anno prossimo si aspettano grandi cambi nel percorso per renderlo ancora più bello. Per sapere di più: 
www.4deserts.com

***Publicado en: Spirito Trail