Spirito Trail (5 articulo/s)

Junio 2010 - Avventura estrema nel Kimberley

La cronica de una de las carreras mas salvajes que RacingthePlanet ha realizado. 250 Kilómetros en Australia en la región del Kimberley.

RacingThePlanet, Australia Avventura estrema nel Kimberley Presentazione Se vogliamo correre una gara estrema, possiamo immaginare la stanchezza e la sofferenza, ma la combinazione tra percorso, temperatura e umidità hanno fatto diventare questa gara di RacingThePlanet un estremo tra gli estremi, tanto che molti non sono riusciti a terminarla. Articolo Sin dal principio pensare a un gara estrema in Australia ci sembrava complicato. E’ una terra dove l’uomo per sopravvivere ha dovuto affrontare una natura selvaggia e distanze non paragonabili ad altri continenti. La regione di Kimberley e’ ricca di grandi montagne colore fuoco, fiumi pieni d’acqua e canguri che saltano vicino a noi: quello che precisamente la gara ci ha offerto. I corridori sono arrivati a Kununurra, un piccolo paese del nordovest dell’Australia già al limite dell’esaurimento nervoso, a causa dei disagi provocati in Europa dal vulcano islandese, e pronti via, dall’ aeroporto alla partenza. Finalmente il primo campo offre un po’ di calma, ci si può godere la natura australiana ed abbassare il ritmo cardiaco, per essere pronti per il giorno successivo. La prima tappa è un duro inizio, ed il binomio caldo e umidità inizia a presentare un conto che molti non possono pagare e che li porta nella tenda medica. Il percorso in questo primo giorno non è così difficile, ma la mancanza di adattamento al clima di molti corridori fa la differenza, e anche gente molto esperta fa moltissima fatica a finire. I fiumi da incrociare sono più che benvenuti per abbassare la temperatura anche solo un attimo e, piano, piano, i chilometri passano e il campo 2 si avvicina. Vicino al fiume Dunham il posto è spettacolare, anche se un po’ sassoso, ma la fatica estrema porta a tutti un buon sonno profondo. Nella seconda tappa i ritmi si trovano più rapidamente. Soffrono invece i concorrenti non ancora recuperati dal primo giorno. Si passa in mezzo alle “Mini Bungles” , delle strane formazioni rocciose con piccole vallate e bellissime pozze d`acqua che consentono di raffreddare un po’ la testa e a volte tutto il corpo in modo da continuare fino al punto di controllo successivo. La gara è tracciata e misurata accuratamente con tecnologia GPS della Garmin. Ma a volte questa precisione sulla distanza rende i chilometri più lenti e i controlli inarrivabili. Nel terzo campo, capiamo che cosa vuol dire una tempesta nella regione di Kimberley, e poco prima del tramonto un forte vento e una pioggia fitta si abbattono su di noi, portando via le tende e le attrezzature dei corridori. Finalmente la pioggia passa e ci lascia, come sempre, dopo la tempesta, un bellissimo tramonto, se pur un po´ bagnato. Terzo giorno e nuove sorprese. Tipico paesaggio del nord dell’Australia: erba alta, più di due metri, spinifix, erbetta con le foglie che pungono, e rocce sotto, che rende la corsa molto faticosa e a volte anche pericolosa. Il primo controllo è il paradiso: una pozza di acqua chiara in mezzo alle rocce dopo una piccola cascata, che fa solo venir voglia di lasciare la gara e sedersi li’ per il resto della giornata, ma gli ultrafondisti hanno grande capacità di sofferenza e proseguono fino al secondo controllo che offre un bellissimo esempio di arte aborigena sul tetto di una piccola caverna. Il campo quattro e’ ormai alle porte e l’arrivo pomeridiano e’accompagnato da una pioggia leggera. Qui l’atmosfera e’ tesa perchè domani c’è la tanto attesa tappa numero quattro: “The Maze” , il “labirinto” ,un sistema di montagne spettacolari, con grandi strapiombi su un fiume che gli scorre nel mezzo. L`accesso e’ molto complicato. Per entrare occorre risalire il fondo molto roccioso di un fiume ora quasi secco, fino ad arrivare ad un altipiano, e da li’ scendere nuovamente fino all’ ingresso del canyon. Per le difficoltà previste si anticipa la partenza. Tutti i corridori sono carichi e pronti per la sfida. L`organizzazione ha portato in elicottero l’acqua e il materiale necessario per allestire un controllo in cima all’ altipiano, così da poter assistere i corridori nel punto più difficile della giornata, che ci aspetta essere molto calda. Dopo questa cima, la discesa è molto rocciosa e bisogna essere attento, ma poco tempo dopo l´ingresso del canyon arriva e il fiume e i corridori possono godersi uno dei posti più esclusivi del Kimberley, ed essere dei pochi al mondo a fare quel percorso. Il campo 5 e memorabile, senza tende molto più servaggio delle altri e veramente in mezzo alla natura, rende tutta l`avventura veramente emozionante. La quinta tappa è la cosi detta “tappone”, sono 100 chilometri in un tratto, con un primo pezzo, fino al primo controllo, dove l`sponde del fiume spariscono, e si deve nuotare circa duecento metri. Dopo passare quella parte, con migliore o peggiore style di nuoto, se ricomincia a correre su un terreno molto tecnico, con sassi e arbusti fitti, che fanno estremamente duro questo primo tratto. Finalmente arriva il controllo dopo del quale il percorso cambia assolutamente e diventa una pista più o meno larga, anche si, molto, molto lunga. In una tappa così lunga bisogna fare un esercizio mentale, e dosare tanto il corpo come la testa, in modo di arrivare agli ultimi chilometri con delle forze per finire. Dopo tanti giorni, e tanti chilometri, il campo sei e una gran festa, ed ancora di più dopo capire che l`ultima tappa, di dodici chilometri è rimasta in solo 5, per i tanti feriti ai piedi, e tanti brutte vesciche. L`arrivo a El Questro ed emozionante, un allenamento molto duro, ed una gara veramente estrema ha fato che il valore de finirla si salito tanto, e tutti, dal primo, l`spagnolo Salvador Calvo, al ultimo anche lui spagnolo, hanno un brivido quando passano sotto l`arco di arrivo, e veramente, ....molta sete di birra. Più informazione: www.4deserts.com La classifica rimane cosi: 1º Calvo Redondo Salvador, 47, España, 31:25:00 2º Galanzino Francesco, 48, Italia, 32:01:21 3ª Farley Lia, 39, USA, 32:34:18 --- 20º Tagliabue Alberto, 47, Italia, 43:28:25 70º Brattoli Raffaele, 54, Italia, 60:10:57 95º Moltrasio Renzo, 62, Italia, 68:20:55 113º Malvestiti MariaLuisa, 57,Italia, 78:36:52